Vi posto,
seguendo l'ivito a linkare il video per farlo conoscere,
la splendida video-poesia di Enrico Carlostella
LETTURE DAL SOTTOSUOLO
Le letture di Giulio SCARPATI - parte prima
Le letture di Giulio SCARPATI - seconda parte
Qualche impressione sul libro
Tre di me di Annalisa Fracasso
No, Annalisa, non hai speso invano il tuo tempo!
Questa frase risponde all'augurio che Annalisa fa a sé stessa all’inizio del suo libro Tre di me. Sentivo che, prima di parlarne, dovevo rassicurarla su questo. Non è il primo romanzo che leggo di lei e non è la prima volta che parlo delle sue opere, sul mio blog e sul suo sito ufficiale c’è la mia recensione di Cuor di briosshhh, di cui vanto orgogliosamente la vicinanza a quella di Giuliana Argenio.
Tre di me è la raccolta di tre racconti molto diversi tra loro per genere e tematica, dove Annalisa ci regala un’ulteriore dimostrazione della sua versatilità di scrittrice. Per dare un’idea, è come sentire un musicista che è egualmente bravo a cimentarsi in brani classici, jazz e rock, abbinando l'estro alla conoscenza della musica. Così è Annalisa Fracasso: un’autrice eclettica che sa emozionare.
Il labirinto d’Acqua
Alla lettura del titolo già mi sono posto la prima domanda: come può l’acqua generare un labirinto, se con questo termine intendiamo una serie complessa di percorsi intersecati che mirano a confondere? Con questa curiosità ho cominciato a leggere questa storia avvincente, da scoprire pagina dopo pagina. Il primo accostamento è stato con Il segno del comando, quel tipo di storie classificato impropriamente come “giallo/fantastico”. A mio avviso la definizione più corretta è “thriller onirico”. Trame che escono fuori dalla dimensione temporale e che mantengono, però, un flusso coerente tra passato, presente e futuro. Nonostante il ritmo serrato, Annalisa non rinuncia al piacere dell’ironia ed è divertentissimo ritrovare in alcuni momenti la professoressa “che è in lei”. Di più non dico per non rovinare il gusto della lettura con anticipazioni.
L’età di Vittoria
Anche in questo titolo riemerge la docente in letteratura straniera. Subito avevo immaginato un riferimento alla “Victorian age”, il periodo letterario, molto simile all’attuale scenario editoriale italiano, che fece seguito al romanticismo inglese. Si tratta invece di un innocente gioco di parole, che faccio a mia volta per dare un’idea del racconto, intitolandolo, par mio: L’età dell’innocenza di Vittoria. Qui ritrovo i colori di Cuor di Briossshhh, le atmosfere, i primi piani sulle emozioni e sui sentimenti di una ragazza, Vittoria, che è il suo alter ego. Qui riscopro la straordinaria capacità di Annalisa di parlare di temi difficili e delicati con quell’apparente leggerezza che evita le trappole della retorica e del facile coinvolgimento. La scrittura è intima: sembrano parole scritte su un diario personale. Come scrissi a suo tempo, non so se Annalisa si renda pienamente conto di quanto i suoi romanzi siano una lettura preziosa, capaci di agevolare il dialogo tra genitori e figli, perché hanno la forza di spostare le prospettive e di facilitare la comprensione dei rispettivi ruoli.
I buchi nell’anima
Un viaggio interiore nella vita di Giorgio, un uomo che non ha problemi e vive un’esistenza ordinata e tranquilla, dove non dovrebbe mancare niente. L’atmosfera del mare in contrasto coi colori e gli schiamazzi del Carnevale, che fanno pensare alla Versilia in inverno. Una figura misteriosa, evocata dalla necessità di riempire un buco nell’anima. Oppure no, è una cosa che comunque sarebbe arrivata puntuale come un appuntamento col destino. E’ la descrizione del concepimento di un amore, il momento in cui l’embrione di una nuova storia chiede una possibilità di vita, che la ragione vorrebbe non concedergli. La sua sopravvivenza sarà dovuta al coraggio e all’ascolto della voce del cuore. Basterebbe un solo gesto per accettarlo o per negarlo. Qualcuno lo farà? Io conosco la risposta, ma non la dico!
Annalisa, non solo non hai speso il tuo tempo, ma hai impreziosito il mio e quello delle persone che hanno letto questo libro. Mi auguro che anche il tempo di altre persone possa godere di questo arricchimento, perché la Scrittura e la Lettura sono complementari, danno e ricevono in uguale misura a chi scrive e a chi legge, e tutto quello che è scritto e letto resta per sempre indelebile nella memoria e nel cuore.
Un sincero e affettuoso grazie,
Adriano

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Nell'impotenza internazionale....
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