osservatorio virtuale

questo è uno spazio collettivo, lasciato all'intelligenza, alla creatività, alla saggezza, all'educazione e alla gentilezza d'animo di chiunque con sensibilità e discrezione vuole far parte della nostra comunità; virtuale solo di nome, ma reale nel cuore e nella mente. Benvenuti!
venerdì, 26 giugno 2009

Vi posto,

seguendo l'ivito a linkare il video per farlo conoscere,

la splendida video-poesia di Enrico Carlostella

carlostella.splinder.com/

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categoria: poesia, anima

mercoledì, 24 giugno 2009

www.superabile.it/web/it/SUPERABILE_MULTIMEDIA/Audio_e_Video/Servizi_Video/LETTURE_DAL_SOTTOSUOLO/index.html

LETTURE DAL SOTTOSUOLO

Attori famosi prestano la propria voce e il proprio talento nella lettura di brani scritti da autori con disabilità

Una Rassegna di testi allegri, dolorosi, riflessivi o sognanti scritti da persone con disabilità

Scritti selezionati tra le centinaia di diari, libri e pensieri che, da qualche anno, emergono dalle Associazioni, dai Centri Diurni, dalle Cooperative Sociali e dalle case in cui vivono in solitudine tante persone.....inutili
 

Le letture di Pino QUARTULLO

Le letture di Lunetta SAVINO

Le letture di Giulio SCARPATI - parte prima

Le letture di Giulio SCARPATI - seconda parte

 

postato da flameonair alle ore 09:02 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: arte, disabilitĂ 

sabato, 20 giugno 2009

 Patrizia D'Addario da giorni ha fatto perdere le sue tracce, insieme alle due cassette di conversazioni top secret che dichiara di avere registrato. Se è tutta una montatura, come dice Bossi, perché la escort più famosa d'Italia si è dileguata? e dove si trova? la magistratura barese farà chiarezza su questa vicenda o qualche alto magistrato zelante avocherà l'inchiesta ad altra procura? domande che prima o poi troveranno risposta...forse...
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giovedì, 18 giugno 2009

La polemica scoppia in internet, voci oltre la coltre di silenzio.
Dalla rete:
"Oggetto: HO VISTO L’AQUILA
Lettera a mia moglie scritta ieri notte
 
Ho visto l’Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia ciascuno agli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell’unico posto aperto, dove vanno tutti, la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando “Si Può Fare” . Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, AnnaMaria, Franco e la sua donna.
Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo.
 
Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della
 
protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola ‘cazzeggio’. A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli
ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Lì???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L’Aquila.
 
Poi c’è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E’ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l’ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che lì va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l’intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente". Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti lì è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c’è più, tutto perduto.
 
                                                                                                                 
Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perché i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C’era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest’umanità all’improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato lì. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.
 
Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c’erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli ‘Assaggi, assaggi’. Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finché Michele non l’ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini".
 
Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere.
Anzi metto in rete questa mia lettera per te.
 
Andrea Gattinoni, 11 maggio notte."
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categoria: web , cronaca, attualitĂ , libertĂ  di pensiero e di cronac

sabato, 06 giugno 2009

Qualche impressione sul libro

Tre di me di Annalisa Fracasso

 

 

No, Annalisa, non hai speso invano il tuo tempo!

Questa frase risponde all'augurio che Annalisa fa a sé stessa all’inizio del suo libro Tre di me. Sentivo che, prima di parlarne, dovevo rassicurarla su questo. Non è il primo romanzo che leggo di lei e non è la prima volta che parlo delle sue opere, sul mio blog e sul suo sito ufficiale c’è la mia recensione di Cuor di briosshhh, di cui vanto orgogliosamente la vicinanza a quella di Giuliana Argenio. 

Tre di me è la raccolta di tre racconti molto diversi tra loro per genere e tematica, dove Annalisa ci regala un’ulteriore dimostrazione della sua versatilità di scrittrice. Per dare un’idea, è come sentire un musicista che è egualmente bravo a cimentarsi in brani classici, jazz e rock, abbinando l'estro alla conoscenza della musica. Così è Annalisa Fracasso: un’autrice eclettica che sa emozionare.

Il labirinto d’Acqua

Alla lettura del titolo già mi sono posto la prima domanda: come può l’acqua  generare un labirinto, se con questo termine intendiamo una serie complessa di percorsi intersecati che mirano a confondere? Con questa curiosità ho cominciato a leggere questa storia avvincente, da scoprire pagina dopo pagina. Il primo accostamento è stato con Il segno del comando, quel tipo di storie classificato impropriamente come “giallo/fantastico”. A mio avviso la definizione più corretta è “thriller onirico”. Trame che escono fuori dalla dimensione temporale e che mantengono, però, un flusso coerente tra passato, presente e futuro. Nonostante il ritmo serrato, Annalisa non rinuncia al piacere dell’ironia ed è divertentissimo ritrovare in alcuni momenti la professoressa “che è in lei”. Di più non dico per non rovinare il gusto della lettura con anticipazioni.

 

L’età di Vittoria

 

Anche in questo titolo riemerge la docente in letteratura straniera. Subito avevo immaginato un riferimento alla “Victorian age”, il periodo letterario, molto simile all’attuale scenario editoriale italiano, che fece seguito al romanticismo inglese. Si tratta invece di un innocente gioco di parole, che faccio a mia volta per dare un’idea del racconto, intitolandolo, par mio: L’età dell’innocenza di Vittoria. Qui ritrovo i colori di Cuor di Briossshhh, le atmosfere, i primi piani sulle emozioni e sui sentimenti di una ragazza, Vittoria, che è il suo alter ego. Qui riscopro la straordinaria capacità di Annalisa di parlare di temi difficili e delicati con quell’apparente leggerezza che evita le trappole della retorica e del facile coinvolgimento. La scrittura è intima: sembrano parole scritte su un diario personale. Come scrissi a suo tempo, non so se Annalisa si renda pienamente conto di quanto i suoi romanzi siano una lettura preziosa, capaci di agevolare il dialogo tra genitori e figli, perché hanno la forza di spostare le prospettive e di facilitare la comprensione dei rispettivi ruoli.

 

I buchi nell’anima

 

Un viaggio interiore nella vita di Giorgio, un uomo che non ha problemi e vive un’esistenza ordinata e tranquilla, dove non dovrebbe mancare niente. L’atmosfera del mare in contrasto coi colori e gli schiamazzi del Carnevale, che fanno pensare alla Versilia in inverno. Una figura misteriosa, evocata dalla necessità di riempire un buco nell’anima. Oppure no, è una cosa che comunque sarebbe arrivata puntuale come un appuntamento col destino. E’ la descrizione del concepimento di un amore, il momento in cui l’embrione di una nuova storia chiede una possibilità di vita, che la ragione vorrebbe non concedergli. La sua sopravvivenza sarà dovuta al coraggio e all’ascolto della voce del cuore. Basterebbe un solo gesto per accettarlo o per negarlo. Qualcuno lo farà? Io conosco la risposta, ma non la dico!

 

 

 

Annalisa, non solo non hai speso il tuo tempo, ma hai impreziosito il mio e quello delle persone che hanno letto questo libro. Mi auguro che anche il tempo di altre persone possa godere di questo arricchimento, perché la Scrittura e la Lettura sono complementari, danno e ricevono in uguale misura a chi scrive e a chi legge, e tutto quello che è scritto e letto resta per sempre indelebile nella memoria e nel cuore.

                                                          Un sincero e affettuoso grazie,

                                                                         Adriano

 

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categoria: narrativa, recensioni amici del blog

martedì, 26 maggio 2009

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martedì, 26 maggio 2009

 

Giuditta e Oloferne 
ARTEMISIA GENTILESCHI
Figure di donne nell'Arte:
Artemisia Gentileschi
La figura di Artemisia Gentileschi, pittrice nata a Roma nel 1593, figlia del pittore di successo Orazio, alla cui figura è morbosamente legata, è molto in penombra a tutt’oggi.
Coltiva da sempre l’amore per l’arte della pittura, terreno riservato esclusivamente agli uomini, ed il padre che ne intuisce le doti decide di insegnare solo a lei, e non ai suoi due figli maschi la tecnica e la passione per il contemporaneo Caravaggio.
Lo scandalo, nel 1611 travolge la figura di Artemisia: suo padre intenta una causa per lo stupro ripetuto di cui sarebbe stata vittima,contro il pittore , amico di famiglia, Agostino Tassi.
Le notizie trapelate all’epoca sembrerebbero indicare che dopo lo stupro vero e proprio si avviasse una relazione tra i due pittori troncata da Artemisia alla scoperta che il Tassi aveva una moglie e anche una relazione con la sorella di quest’ultima.
IL processo si protrae per lunghi anni con torture a cui la pittrice viene sottoposta (schiacciamento dei pollici) che mettono a rischio la sua possibilità di continuare a dipingere:tuttavia nel 1612 il processo termina con la condanna al carcere per il Tassi.
Artemisia, a causa dello scandalo scoppiato, è costretta ad un matrimonio riparatore e a trasferirsi a Firenze , troncando la stretta collaborazione con il padre di cui era stata più volte anche modella.
Riprende a dipingere trovando una propria “via”, personale e maggiormente realistica, rispetto a quelle del Caravaggio e di Orazio Gentileschi, in quadri ricchi di pathos e chiaroscuri violenti, nonché giochi di ombre e luci da cui spiccano i particolari anche più insignificanti
dell’insieme.
Il resto della sua vita è costellato di relazioni sentimentali, di due figlie naturali, educate anch’esse alla libertà e all’arte, e di viaggi in tutta Europa, fino alla morte, solitaria e dimenticata da tutti nel 1652 a Napoli.

 

Visita il sito

 http://www.artemisiacentroantiviolenza.it/

Penitent Magdalene. By Artemisia Gentileschi c. 1630/32

 

postato da flameonair alle ore 13:15 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: arte, figure di donne

giovedì, 14 maggio 2009

Nell'impotenza internazionale....

Birmania; Aung San Suu Kyi in carcere, sarà processata

Incriminato anche americano che si sarebbe introdotto in casa sua

postato 22 min fa
Il termine per gli arresti domiciliari di Aung San Suu Kyi scade il 27 maggio, ma la leader dell'opposizione birmana presto sarà nuovamente condannata. Il premio Nobel per la pace è stata condotta oggi in carcere e sarà processata per aver violato i termini della detenzione. Il regime militare di Myanmar metterà alla sbarra anche il cittadino americano, John Yettaw, che la settimana scorsa si sarebbe introdotto nel domicilio di Rangoon del Premio Nobel per la pace, traversando a nuoto il lago che lo circonda. Suu Kyi rischia fino a cinque anni di carcere, ha precisato il suo avvocato. Con lei sono state portate nella prigione di Insein a Rangoon (oggi Yangon, ex capitale della Birmania) anche le sue due collaboratrici domestiche. Secondo i militanti del partito di Suu Kyi, la Lega nazionale per la Democrazia (Lnd), il processo non è altro che uno stratagemma per prolungare la sua detenzione e per impedire agli esponenti del partito di partecipare alle elezioni promesse per l'anno prossimo dalla giunta militare. Sessantatré anni, Aung San Suu Kyi, è stata sottoposta a cure mediche la settimana scorsa per disidratazione e ipotensione. Ha trascorso 13 degli ultimi 19 anni agli arresti o confinata nella sua abitazione. Il 6 maggio, secondo quanto riportato dai media birmani ma non confermato da alcuna fonte indipendente, un americano, poi arrestato, si sarebbe introdotto nella casa di Suu Kyi traversando a nuoto il lago che la circonda. Secondo l'avvocato del premio Nobel, Hla Myo Myint, l'americano aveva già tentato di contattarla l'anno scorso, ma lei gli aveva ingiunto di andarsene e l'incidente era stato segnalato alle autorità di Myanmar. Anche questa volta Aung San Suu Kyi "gli ha detto di andare via, ma lui non l'ha fatto", ha dichiarato l'avvocato alla Voce democratica della Birmania, una radio che emette dalla Norvegia. La Lnd aveva vinto le elezioni del 1990 ma la giunta militare che guida il Paese da oltre quarant'anni aveva annullato il voto. Nella sua abitazione Aung San Suu Kyi è tagliata completamente fuori dal resto dal mondo: non può telefonare, la posta viene controllata e può ricevere visite solo di rado. L'avvocato ha dichiarato alla radio - scrive l'edizione online di Le Monde - che la salute di Suu Kyi sta migliorando dopo le cure ricevute la scorsa settimana. In Birmania, secondo le stime delle Nazioni unite, vi sono oltre 1200 detenuti politici. (Da Virgilio notizie)
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mercoledì, 13 maggio 2009

Oltre 100 bambini uccisi: la denuncia dell'Onu



Oltre 100 bambini sono rimasti uccisi nei bombardamenti lanciati lo scorso fine settimana nella regione nord-orientale dello Sri Lanka. E’ quanto riferisce oggi un portavoce delle Nazioni Unite a Colombo, denunciando un “bagno di sangue”. Ieri le autorità sanitarie locali hanno riferito della morte di almeno 378 civili.

”L’uccisione di civili, tra cui 100 bambini, durante il fine settimana, dimostra che si è ormai concretizzato lo scenario di un bagno di sangue”, ha commentato alla France presse un portavoce dell’Onu, Gordon Weiss. Costretti lungo una fascia costiera di quattro chilometri quadrati nel nord-est dell’isola, i ribelli delle Tigri di liberazione dell’Eelam tamil (LTTE) hanno riferito ieri di “oltre 2.000 civili innocenti uccisi nel corso delle ultime 24 ore” nei bombardamento lanciati dall’esercito governativo.

Non si fermano le violenze nello Sri Lanka e la guerra di informazione tra ribelli e governo centrale giocata sulla pelle del popolo cingalese. Almeno 47 civili sarebbero stati uccisi da un bombardamento governativo a Mùl'li-Vaaykkaal. Secondo la denuncia è apparsa sul sito web dei ribelli Tamil. Alle 8 di stamattina l'esercito avrebbe bombardato dall'alto e con mortai l'ospedale da campo attrezzato nella scuola della cittadina cingalese, ferendo altre 55 persone.

Quando è iniziato il bombardamento, sul posto si trovavano oltre 2.000 civili feriti, che aspettavano i mezzi della Croce Rossa Internazionale per essere trasferiti su navi.

Smentita autorità governative. Il governo dello Sri Lanka ha respinto le accuse dei ribelli Tamil di aver bombardato un ospedale da campo stamattina uccidendo almeno 45 persone. Lo annuncia un comunicato governativo che bolla come «notizie inventate» le denunce dei ribelli. Il governo di Colombo smentisce che l'ospedale sia stato distrutto dalle truppe dell'esercito, accusando invece i ribelli di aver ucciso civili e di aver lasciato i loro corpi giacere lungo le strade.

Un volontario australiano della Caritas, impegnato in Sri Lanka nella cosiddetta zona di sicurezza dove si scontrano le forze armate cingalesi ed Esercito di liberazione delle Tigri Tamil, è stato ucciso. «La Confederazione delle Caritas - dice in particolare il documento firmato dal presidente australiano Jack de Groot - ha appreso con grande tristezza il tragico decesso di uno dei nostri elementi che svolgeva le funzioni di autista nello sforzo di sostegno alla popolazione civile».

Aiuti economici. Lo Sri Lanka chiede duecento milioni di dollari di aiuti alla comunità internazionale per gestire i campi di sfollati fuggiti dalla zona sotto controllo dell'Esercito di liberazione delle Tigri Tamil (Ltte). Dopo aver chiesto all'Ltte di permettere la partenza dei civili intrappolati nella cosiddetta zona di sicurezzà, Miliband ha anche espresso dubbi sull'opportunità che il Fmi conceda allo Sri Lanka un prestito di 1,9 miliardi di dollari che potrebbe essere utilizzato «in modo non appropriato» a fini militari.

«Il governo ha difficoltà a mantenere i centomila sfollati - ha detto l'ambasciatore di Colombo in Italia, Hemantha Warnakulasuriya - Servono duecento milioni di dollari e la comunità internazionale, invece di sostenere le tesi dei Tamil sulle vittime degli scontri, potrebbe aiutarci come fece in occasione dello tsunami». «Ma l'offensiva contro questi terroristi continuerà - ha aggiunto Warnakulasuriya - finchè non arriveremo alla pace e alla stabilizzazione. E la comunità internazionale, invece di cadere nel loro tranello, dovrebbe aiutare il governo a gestire gli sfollati».

Lo Sri Lanka ha criticato e respinto l'ipotesi di riunione di una sessione speciale del Consiglio dell'Onu sui Diritti umani per discutere della drammatica situazione umanitaria esistente nel paese. «Se mai il tentativo di riunire il Consiglio riuscisse - ha detto il ministro secondo il sito del governo www.news.lk - sarebbe una iniezione di sangue fresco per una organizzazione terroristica che il mondo intero ha condannato».



Dear Foreign Minister Nakasone,


As citizens from every region of the world, we call on Japan, Sri Lanka's most significant donor and close regional partner, to immediately take all possible actions to stop the human bloodbath that
is unfolding in Sri Lanka. We urge you to:

- Demand that the parties to the conflict protect all civilians from harm, regardless of
whether they remain trapped or have fled from the conflict zone;

- Support the UN Security Council to formally assess the situation, deliver humanitarian aid
and gain access to the conflict zone; and

- Ensure your development aid promotes sustainable peace and human rights now and as the
conflict concludes.

Japan has a proud recent history of humanitarian assistance. Your urgent response could help
to save countless civilian lives.

Yours sincerely


postato da emmelania alle ore 16:20 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: appello

domenica, 10 maggio 2009

Auguri a tutte le MAMME!!

 

 

Il cuore di una madre è un abisso
in fondo al quale si trova sempre un perdono.

Honorè De Balzac

 

Le verità che contano, i grandi principi,
alla fine, restano sempre due o tre.
Sono quelli che ti ha insegnato tua
madre da bambino.

Enzo Biagi

 

Si può fregare tutti per un certo periodo,
o qualcuno per sempre, ma non si può fregare la
mamma.

Legge di Murphy, "Legge del capitano Penny"


postato da IVRAM alle ore 14:55 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: dediche

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Utente: gattoquatto
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